L’AQUILA –  “L’analisi statistica degli eventi relativa ai periodi annuali 2009, 2010 e 2011, discriminata stagione per stagione, mese per mese e settimana per settimana lascia intravedere una evoluzione sismogenetica”. Con queste parole lo studioso Giampaolo Giuliani attraverso il Social Network Facebook torna a parlare di terremoti, lo fa snoccialando dati e paragonando gli eventi degli ultimi 3 anni.  La fotografica sviluppata non è delle più rassicuranti.”Durante il mese di marzo 2011- scrive in un comunicato stampa – l’attività registrata è simile all’andamento registrato nel periodo marzo 2009 nel Bacino aquilano. Nel periodo relativo al 2009 il fuoco degli eventi fu registrato nel Bacino e precisamente nella Valle dell’Aterno aquilano.  Le attuali sequenze registrate dal 1° gennaio ad oggi 2011, mostrano invece un fuoco degli eventi prevalentemente localizzato su di un territorio sismico, spostato rispetto agli eventi del 2009, da 25 a 50 km di distanza dalla città di L’Aquila. Eventi registrati nei periodi in esame:

01 gennaio – 06 marzo 2009 raggio 40km da Aq n. eventi 219
01 gennaio – 06 marzo 2010 raggio 40km da Aq n. eventi 395
01 gennaio – 06 marzo 2011 raggio 40km da Aq n. eventi 610

Questo non significa che debba obbligatoriamente riprodursi la stesso fenomeno del 6 aprile 2009, pur tuttavia non significa che non possa riverificarsi.

La maggior parte dei 610 eventi del 2011 stanno avendo come fuoco un epicentro lontano da quello aquilano maggiore di 25 km. Perché vengo a dire tutto questo? Perché in un momento in cui la terra trema in continuazione e su direttrici notoriamente pericolose, nel momento in cui i fenomeni precursori dei sismi, sono più famigliari a pochi che ai più, nel momento in cui la scienza ufficiale di un paese si basa su accorgimenti scientifici vecchi di più di 100 anni, (Il sismografo e l’accelerometro vedono il terremoto solo dopo che questo è avvenuto) nel momento in cui in questo paese, a differenza di altri, non sono stati proditoriamente forniti strumenti di difesa per la popolazione, (Cultura di base sui terremoti e modi per difendersi da essi). Allora le persone comuni, le persone più sensibili e facilmente impressionabili, nei momenti più critici devono da sole provvedere alla propria incolumità. Ogni cittadino deve essere cosciente per proprio conto della propria situazione di rischio e provvedere per tempo a mettere in sicurezza la propria vita e quella dei suoi cari, sia che si verifichi o che non si verifichi un qualsiasi accadimento. Al momento attuale ciò che osserviamo per mezzo della nostra strumentazione, ci pone l’obbligo di consigliare la massima attenzione per i prossimi giorni di marzo, non perché si preveda un evento particolarmente pericoloso ma solo perché la continuità delle anomalie potrebbero evolvere più rapidamente dei controlli che vengono effettuati. Il messaggio è rivolto in modo particolare a tutte la popolazioni del centro Italia, in particolare: Umbria, Marche, Abruzzo, basso e medio Lazio e Molise. La rete di cui disponiamo non copre totalmente le regioni suddette, solo quei territori più vicini alle stazioni della provincia aquilana. Per una copertura totale bisognerebbe implementare il numero delle stazioni, ma per eventi particolarmente forti, potremmo essere in grado di rilevare l’eventuale anomalia”

 

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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