L’AQUILA – “Il risanamento dei conti della sanità regionale annunciato dal presidente Gianni Chiodi deve necessariamente concludersi con l’abbattimento delle tasse a carico di imprese e famiglie, da anni gravate di balzelli nati per ripianare la voragine del sistema sanitario”. Lo afferma in una nota la CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) abruzzese. “In più di un’occasione, e a costo di scontare qualche prevedibile impopolarità – afferma l’associazione presieduta da Italo Lupo – “abbiamo pubblicamente sostenuto l’azione di riordino, compresa la riconversione o il ridimensionamento di strutture presenti sul territorio. E abbiamo applaudito anche alla scelta di non introdurre tasse ulteriori nel momento in cui sono emersi nuovi buchi cui fare fronte. L’abbiamo fatto perché pensiamo che la nostra regione non si possa permettere un apparato sanitario così ipertrofico e perché crediamo soprattutto sia tempo di liberare risorse a favore della ripresa dell’economia. Gli oltre cento milioni annui prelevati dalle tasche degli abruzzesi, attraverso le addizionali applicate all’Irpef ed all’Irap sono un’anomalia, imprese e famiglie devono poter contare sulla pienezza dei loro redditi per rilanciare i consumi sul mercato interno”. “Il rientro nel novero delle Regioni virtuose – conclude la CNA – non può dunque che comportare la restituzione, ai cittadini e alle imprese, di una parte dei loro redditi. A questo punto è necessario che la Regione indichi con certezza, quantomeno, i tempi attraverso i quali superare il regime delle addizionali”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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