L’AQUILA – Riportiamo una dichiarazione del Presidente dell’ANCE L’Aquila Gianni Frattale. “Questo continuo zigzagare rafforza la nostra convinzione: i soldi della ricostruzione del cratere aquilano saranno stati anche stanziati, ma è evidente che non si devono spendere.
Apprendiamo dell’ultima “svolta” dei decisori per arrivare a risolvere il gravissimo problema delle pratiche giacenti presso la filiera, relative ai contributi per la ricostruzione degli edifici E, e quindi all’avvio della ricostruzione pesante.
Nulla da dire sulle scelte operative, ma certamente balza agli occhi la scarsa coerenza di metodo e di contenuto da parte di chi ha il potere di decidere sul destino del cratere.
Chi ha imprese, operai e famiglie alle spalle ed anche chi si trova ancora sfollato e vuole rientrare a casa propria non può più tollerare questo percorso incerto che non sta portando alcun frutto.
Siamo fermi da troppo tempo e le soluzioni che ci vengono prospettate non sono immediate. Occorrerà tempo per selezionare 40 tecnici, altro tempo per formarli ed ulteriore tempo perché siano pienamente operativi.
E stiamo parlando solo delle E extramoenia. Poi ci sarà da affrontare la ricostruzione dei centri storici.
Alla fine di dicembre, tempo limite promesso per l’approvazione di 7500 pratiche, mancano due mesi. Esattamente il periodo già trascorso a vuoto in attesa della promessa ordinanza taglia tempo. E nessuno si è degnato di rispondere alle nostre sollecitazioni e ai nostri allarmi. Ora il cambio di rotta. Non ci resta che prendere atto da soli, visto che gli interlocutori si sono eclissati, che i cantieri non partiranno neppure per la prossima primavera.
Va bene qualunque soluzione purché sia tale. Il problema è che non crediamo più che la si stia veramente cercando. E la situazione per quanto ci riguarda sta per esplodere”.
Ricostruzione. frattale (ance): “la situazione sta per esplodere”
"Gli interlocutori si sono eclissati"
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