L’AQUILA – Come sempre, esiste una profonda differenza tra le chiacchiere del Commissario Chiodi e la realtà. Le prime annunciavano che per il rinvio delle tasse non ci sono problemi, la realtà ci dice che, attraverso circolari ministeriali (esempio per la Polizia di Stato), a novembre lo stipendio sarà defalcato delle rate scadenti tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2011, in un’unica soluzione;
In pratica gli stipendi dei poliziotti, ma in generale di tutti i dipendenti, saranno azzerati, anzi, a conti fatti, andranno sotto zero.
E siccome la preparazione delle buste paga avviene giustamente con anticipo presso tutte le aziende, presso tutti gli enti, essendo ad oggi questa la normativa, a meno che non accada un qualcosa di formale, che non siano le sole parole del Commissario, la defalcazione con azzeramento degli stipendi sarà cosa fatta a giorni, a momenti forse.. e se anche in seguito, uscisse una tardiva norma per la proroga, a nessuno verrebbe di certo restituito quanto sottratto.
Ora, noi ci chiediamo come sia possibile che su questo tema ancora non ci sia chiarezza; come sia possibile umiliare una città intera, facendola correre sul filo del rasoio, a sperare nel buon cuore di qualcuno che, ricordandosi di noi, emetta finalmente il sospirato e sacrosanto provvedimento del rinvio.
Questa politica che sa solo parlare, che non affronta le questioni con razionalità, ordine, precisione, che sembra figlia di un assurdo e sciatto clima messicano, rappresenta davvero qualcosa di inaccettabile per chi si ostina a credere al proprio Stato;
Con il fastidio che di chi, come noi e come tutti gli aquilani è invece orgoglioso di animo, ma con la necessità che si risolva la questione prima che sia troppo tardi, siamo costretti a esercitare il nostro ruolo istituzionale, sottoponendoci all’umiliazione di chiedere pubblicamente di nuovo al Commissario Chiodi di non procrastinare oltre il rinvio; di occuparsene come priorità; di non permettere che una città intera, a novembre, resti senza stipendio. Umiliazione a cui preferiamo sottoporci noi, risparmiandola a tutti i cittadini aquilani, ma che ci pesa, ci pesa e riempie di rabbia.
E’ comunque ora di staccare la spina a questo sistema. il Commissario alla ricostruzione non può essere il Presidente della Regione e men che mai può essere il teramano Chiodi.
Si attribuisca alla figura del Sindaco tale ruolo, chiunque esso sia; siamo certi che un aquilano, al di là delle differenze politiche, non permetterebbe mai situazioni come queste, se avesse il potere di incidere direttamente, cosa che oggi purtroppo non è.
I Consiglieri comunali dell’Aquila
Enrico Verini e Maurizio Leopardi (gruppo FLI)