L’AQUILA – Vittorio Sgarbi, ci dispiace, continua a dire sciocchezze sul terremoto dell’Aquila. Allo speciale del TG5, ieri sera, si è augurato che i centri storici dell’Emilia Romagna distrutti dal sisma dei giorni scorsi siano ricostruiti tali quali erano, “e non come è avvenuto in Abruzzo in cui si è scelto di realizzare le ‘new town’”. E’ la seconda volta che Sgarbi parla a vanvera (o la fa fuori dal vaso, per dirla in maniera più cruda). O lo fa apposta, ma non crediamo, oppure è disinformato, ed è la cosa più probabile, anche se è la persona colta che è. Gli aquilani, tuttavia, sono stanchi di essere additati, direttamente e indirettamente, per cose che non hanno mai fatto o in cui non si sentono affatto coinvolti. Perciò ricordiamo a Sgarbi brevemente: l’unico che ebbe l’idea di una ‘new town’ al posto dell’Aquila distrutta, fu l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che l’abbandonò precipitosamente, chiedendo anche scusa agli aquilani che insorsero con in testa il sindaco Massimo Cialente e numerosi altri amministratori. Le ‘new town’ di cui parla Sgarbi sono forse i villaggi del Progetto Case che rappresentano una cosa ben diversa. Sono cioè residenze dignitosissime occupate dagli aquilani in attesa che gli venga rifatta la casa nel centro storico o in periferia. Sono cioè residenze provvisorie che alla fine, come ha detto lo stesso sindaco, rappresenteranno una ricchezza per la città giacché saranno date parte agli studenti, parte agli artisti e agli sportivi, parte a chi vorrà affittarle perché non ha la casa. Questo e non altro. Sgarbi lo tenga a mente ed eviti di dire ancora sciocchezze che offendono gli abruzzesi e gli aquilani.

 

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